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Platform-Switching versus Non Platform-Switching nella riabilitazione con impianti corti e ultra-corti in mascella e mandibola atrofiche. Uno studio controllato randomizzato.

GRUPPO DI RICERCA: Malchiodi L., Salandini A., Ricciardi G., Giacomazzi E., Ricciotti G., Caricasulo R., Cucchi A.

Il Platform Switching è un concetto che è stato introdotto solo di recente nella pratica clinica. Nonostante non vi sia una totale chiarezza su tale argomento, in letteratura viene definito come "l'accoppiamento di un impianto con un componente protesico di diametro ridotto con la formazione di un gradino di 90° tra le due parti". Sembra essere proprio questo accoppiamento a ridurre il riassorbimento osseo perimplantare. Questo concetto si è dimostrato valido per quanto riguarda impianti di lunghezza standard, ma in ambito scientifico non sono ancora presenti studi che permettano di estendere tale assunzione anche agli impianti corti e ultra-corti.

Lo scopo del nostro studio è quello di confrontare 2 diverse tecniche di protesizzazione implantare: tecnica standard o senza platform-switching (controllo) e tecnica con platform switching (test). Lo studio permetterà di comprendere l’influenza della tecnica con platform switching sulla perdita ossea peri-implantare di impianti corti e ultra-corti (5-6mm), posizionati per riabilitare regioni edentule di mascellari e mandibole atrofiche.

Lo studio avrà un periodo di trattamento dei pazienti di 12 mesi circa e un periodo di osservazione di circa 5 anni. Di conseguenza, la durata complessiva dello studio sarà di circa 6 anni.
Lo studio includerà un insieme di almeno 30 pazienti con edentulia parziale, riabilitati mediante l’inserimento di uno o più impianti corti e ultra- corti, che saranno assegnati in maniera random al gruppo test (tecnica platform switching) o al gruppo controllo (tecnica non platform switching).
Lo studio comprenderà visite di controllo periodiche, durante le quali saranno raccolti i dati previsti dal protocollo (perdita ossea perimplantare, rapporto corona-impianto, sanguinamento e profondità al sondaggio, biotipo gengivale).
Le valutazioni dei risultati possono essere suddivise in 2 tipi: una valutazione clinica, che comprenderà l’analisi dello stato di salute dei tessuti molli perimplantari, e una valutazione radiografica dei livelli ossei perimplantari. Sarà eseguita anche una valutazione delle complicanze meccaniche legate alla tecnica protesica utilizzata.
I risultati ottenuti saranno sottoposti ad analisi statistica descrittiva ed analisi statistica mediante test specifici. Il singolo paziente sarà considerato come l’unità statistica dell’analisi. La significatività statistica sarà fissata a = 0.05.

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